Partecipa a IlTeramano.net

Sei già registrato?

Accedi con e-mail e password

L’Abruzzo è la “regione del vino” dell’anno

Produttori ed associazioni ricordano i successi della vitivinicola e del suo altissimo livello

Condividi su:

L’Abruzzo è stato proclamato “regione del vino” per l’anno in corso ai Wine Star Award, i premi internazionali della rivista statunitense Wine Enthusiast. Battute Marlborough, New Zealand, Southern Oregon/Rogue Valley, Oregon, Uco Valley, Argentina e Slo Coast, California. “La regione è ricca di tradizione e intrisa di innovazione”, la motivazione del riconoscimento assegnato dal magazine Usa – si legge nella motivazione - una gemma nascosta per gli enofili più appassionati; dai suoi villaggi incontaminati ai suoi paesaggi naturali mozzafiato, pieni di cascate, fiumi e castelli storici” in una “celebre regione vinicola sta rapidamente diventando anche una destinazione ambiziosa per viaggi sostenibili, sottolineando un legame fortissimo con la cultura, le persone, la gastronomia e la musica locali”. 

Questo è solo uno dei più prestigiosi riconoscimenti ottenuti dall’Abruzzo e dall’eccellenza vitivinicola che è parte integrante delle tradizioni, della cultura, della storia e della vita nella Regione. Riconoscimenti nazionali ed internazionali tornati d’attualità dopo la battutaccia pronunciata da Christian De Sica nel trailer del cinepattone targato Netflix di quest’anno. 

«Qualcuno dica al signor De Sica che la presenza della vite in Abruzzo risale all’epoca Romana, e da allora i vini Abruzzesi sono menzionati negli scritti di autori di ogni epoca, a partire da Polibio, che menzionò i vini narrando le gesta di Annibale nella battaglia di Canne (216 a.C.)» e «Andrea Bacci, nell’opera “De naturali vinorum historia de vinis Italiae” del 1596, parla dei vini di Sulmona e del territorio dei Peligni e Michele Torcia nel 1792 descrive per la prima volta la presenza del vitigno Montepulciano in Abruzzo» riporta nella sua rubrica Gastrosofia nel gruppo facebook “Accademia cucina teramanaLeo Nodari. Oggi vino d’eccellenza delle produzioni abruzzesi «a partire dall’800, sono innumerevoli le testimonianze che rimandano al Montepulciano, che diventa dai primi del 1900 l’emblema di questo territorio», prosegue Nodari, e «nel 1897 Edoardo Ottavi e Arturo Marescalchi nel “Vade-Mecum del commerciante di uve e di vini in Italia”, menzionano i vitigni Camplese o Campolese (ossia la Passerina), il Racciapollone (ossia il Montonico), il Tivolese, il Verdicchio, la Malvasia, il Moscatello, il Cordisco e il Primutico (Montepulciano), il Gaglioppo, l’Aleatico, il Lacrima». Giungendo dalla storia all’attualità Nodari riporta anche le motivazioni di Wine Enthusiast concludendo con una frase, tratta dalla motivazione del riconoscimento all’Abruzzo, che sintetizza il legame culturale e storico tra l’Abruzzo e la viticoltura: «i vini abruzzesi raccontano di sé attraverso le uve locali che ne esprimono le caratteristiche e il senso del luogo». 

Il presidente Alessandro Nicodemi ha reso noto che il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo ha inviato una diffida «alla produzione chiedendo il blocco del trailer e anche del film se non ci sarà il taglio dello sketch in questione». «C’è tutto il tempo di farlo, dato che il film uscirà il 19 dicembre – sottolinea Nicodemi - altrimenti andremo avanti con la citazione per il risarcimento del danno». Oltre ad aver inviato questa diffida il Consorzio «ha informato della questione il ministero, la Regione Abruzzo, le associazioni di categoria e tutti gli organi preposti alla nostra tutela – riporta nella sua nota Nicodemi - abbiamo anche ottenuto il riconoscimento di Regione vinicola del 2022 da Wine Enthusiast, una sorta di ‘Oscar del vino’» e «la scena di quel film» viene vista «come una pubblicità negativa». 

«In questo momento storico già complicato per l’economia italiana bisognerebbe fare attenzione ad attaccare, seppur con l’obiettivo di strappare una risata, una fetta così importante della produzione vitivinicola italiana, un emblema del made in Italy» sottolinea il presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo. «Negli ultimi decenni (non mesi o anni, decenni) l’Abruzzo del vino ha vissuto una rinascita figlia di produttori che hanno messo tutti se stessi – in primis il compianto Gianni Masciarelli – per dare una svolta a un territorio che ha un territorio ricco di sfumature come pochi, offrendo nell’arco di 100 chilometri vere montagne, colline e dolci pendii a ridosso del mare – sottolinea Nicodemi, parole riportate anche da Repubblica online - e oggi i produttori abruzzesi collezionano premi in tutto il mondo: è dei giorni scorsi la notizia del riconoscimento internazionale all'Abruzzo "regione del vino dell'anno"» e « anche per questo, per lo sforzo fatto negli anni che ha coinvolto tutti» la battutaccia «(dio salvi la comicità e la satira) di De Sica fa più “male”». 

Condividi su:

Seguici su Facebook