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Coraggio e futuro: in Abruzzo il Comitato interregionale Giovani Imprenditori del Centro di Confindustria

redazione
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Oltre 150 imprenditori provenienti da Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria si sono riuniti al Villa Maria Hotel per la XIX edizione del Forum "Decidere oggi il lavoro e il Paese di domani – CORAGGIO", promosso dal Comitato Interregionale Giovani Imprenditori del Centro di Confindustria. Un appuntamento che, da oltre quindici anni, rappresenta il punto di riferimento per il confronto e il coordinamento tra le realtà territoriali del Centro Italia consolidando un dialogo costante tra territori e livello nazionale. Il Forum, preceduto nel pomeriggio del 26 febbraio dal Consiglio Centrale dei Giovani Imprenditori di Confindustria (riunitosi per la quarta volta in Abruzzo), ha acceso i riflettori su una delle sfide più decisive per il Paese: l'inverno demografico e le sue ricadute su previdenza, conti pubblici e mercato del lavoro.

Il Forum ha ribadito con forza che il tema demografico non è soltanto una questione statistica, ma una priorità economica e sociale che impone scelte strutturali: politiche attive del lavoro, attrazione di talenti, investimenti in formazione e innovazione, sostegno alla natalità e servizi per le famiglie. L'Interregionale del Centro si conferma così laboratorio di idee e progettualità, capace di portare al livello nazionale le istanze dei giovani imprenditori del territorio e di trasformare una criticità in una visione di futuro. Per i Giovani Imprenditori del Centro, il coraggio non è uno slogan, ma una responsabilità: decidere oggi per garantire lavoro, competitività e coesione al Paese di domani.

Inverno demografico: i dati

Secondo i dati ISTAT relativi alle previsioni per il 2050, la popolazione in età lavorativa (15-64 anni scenderà dal 63,5% del 2024 al 54,3%, una contrazione che pone serie sfide alla capacità produttiva e alla sostenibilità del sistema di welfare nazionale. Nonostante questo sensibile calo demografico, le previsioni mostrano un dato in controtendenza: il tasso di attività (la propensione a partecipare al mercato del lavoro) è in aumento. Trainato in modo significativo dalla maggiore partecipazione femminile, il tasso totale è destinato a salire dal 66,6% del 2024 al 73,2% nel 2050. Un aspetto cruciale evidenziato è la persistenza di ampi divari territoriali. L'incremento del tasso di attività vedrà una forte convergenza tra Nord e Centro (che raggiungeranno il 77-78%), ma il Mezzogiorno si attesterà soltanto al 61,9% nel 2050, mantenendo inalterata la distanza dal resto del Paese. In termini assoluti, la riduzione della popolazione 15-64 anni è inevitabile (-21%), portando a un calo della forza lavoro (circa -13%). In conclusione, il rapporto Istat traccia un percorso in cui la contrazione demografica è in parte mitigata da una maggiore attivazione della popolazione in età lavorativa. Tuttavia, le previsioni mettono in luce la fragilità del sistema economico e sociale, accentuata dalle marcate disparità territoriali che si prevede rimarranno strutturali, in particolare tra Centro-Nord e Mezzogiorno.

Gli interventi

Ad aprire i lavori è stato Stefano Perazzelli, Presidente del Comitato Interregionale del Centro dei Giovani Imprenditori di Confindustria e Presidente Comitato Regionale Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Abruzzo. Il dibattito, moderato dalla giornalista Eleonora Lopes, ha visto poi il contributo scientifico della professoressa Alessandra Faggian, (Gran Sasso Science Institute), che ha analizzato l'impatto demografico sulla crescita e sui conti pubblici, evidenziando come le politiche pubbliche possano incidere sull'attrattività del Paese attraverso lavoro qualificato, salari competitivi, servizi, politiche abitative e sostegno alle giovani famiglie. Sono intervenuti inoltre Luciano Busacca, Direzione regionale Abruzzo INPS; Germano De Sanctis, Direttore Dipartimento Lavoro e Attività Produttive Regione Abruzzo; le due tavole rotonde sono state animate dai contributi di Federico Biazzo, Innovation & Training Manager Orienta Agenzia per il lavoro, Marcello Bidoli, Cyber Security Specialist SIA Servizi Integrati Assindustria, Andrea Pecoraro, Senior Durable Solutions Associate UNHCR, the UN Refugee Agency e dalle testimonianze imprenditoriali di Letizia Caporali, Socio e Direzione Tecnostrade S.r.l. e Marta Vannucci, Socio e Direzione AFC CDSTEEL S.r.l. I lavori si sono conclusi con l'intervento di Maria Anghileri, Presidente Giovani Imprenditori Confindustria.

Le dichiarazioni

Stefano Perazzelli ha dichiarato: "Per poter restare una grande manifattura e poterci garantire un sistema previdenziale sostenibile, dobbiamo affrontare con urgenza le implicazioni strutturali dell'inverno demografico sul mercato del lavoro e sulla tenuta del sistema pensionistico. Questa non è soltanto una questione di sensibilità sociale ma di politica industriale ed incide su tutte le imprese che attualmente non riescono ad individuare le risorse umane necessarie allo sviluppo e al mantenimento dei livelli produttivi. Il Paese deve avere il coraggio di cambiare il paradigma con cui si approccia alla risorsa umana ed affronta i flussi migratori in entrata, in termini di integrazione e qualificazione, e in uscita, in termini di capacità di trattenere i talenti sul territorio".

Maria Anghileri ha affermato: "La crisi demografica, tra denatalità ed esodo generazionale, sta già cambiando l'Italia. In due anni 100.000 laureati hanno lasciato il Paese; in dieci anni 153.000 imprese under 35 hanno chiuso o delocalizzato e, entro il 2050, rischiamo di perdere 4,3 milioni di lavoratori. Una dinamica complessa che incide su lavoro, competitività e sostenibilità del welfare. Se vogliamo un'Italia capace di rispondere alle sfide del presente, dobbiamo avere Coraggio e governare questo fenomeno con politiche che rendano più forte l'economia reale e più moderno il mercato del lavoro. Per questo come Giovani Imprenditori, con la nostra Filiera Futuro, stiamo portando avanti proposte concrete come lo Youth Deal, un "Patto per i Giovani" con interventi immediati per rendere più possibile fare impresa da giovani e vivere meglio in Italia, con più serenità e fiducia nel futuro: riduzione della pressione fiscale per giovani e nuove imprese, accesso agevolato al credito, rafforzamento della previdenza complementare".

A portare la voce dei territori del Centro Italia sono stati:

Eugenio Samori, Presidente Giovani Imprenditori Unindustria Lazio, che ha dichiarato: "Il coraggio oggi significa scegliere politiche di lungo periodo, capaci di trattenere i giovani, attrarre nuovi talenti e generare fiducia. Solo così potremo trasformare una tendenza demografica sfavorevole in un'opportunità di rinnovamento e crescita. Dobbiamo investire sul capitale umano, creare lavoro di qualità e rendere il nostro Paese più attrattivo per competenze e innovazione. Questo è particolarmente vero anche per il Lazio, una regione strategica che deve puntare su formazione, infrastrutture, servizi e inclusione per offrire prospettive concrete alle nuove generazioni. Ridurre i divari territoriali è fondamentale, perché senza coesione non può esserci sviluppo duraturo".

Matteo Polli, Presidente Giovani Imprenditori Confindustria Marche, che ha sottolineato: "Sull'inverno demografico non possiamo limitarci ai convegni o ai numeri: o lo affrontiamo adesso oppure tra qualche anno presenteremo il conto in termini di lavoro, crescita e tenuta sociale. Nelle Marche il tema è già realtà. Le imprese hanno bisogno di competenze ma troppi ragazzi continuano a cercare altrove quello che qui non trovano ancora: stipendi adeguati, prospettive professionali, servizi, collegamenti, possibilità di costruire un progetto di vita. E allora il punto è semplice: se vogliamo che i giovani restino, dobbiamo creare condizioni credibili, non slogan. Per una regione manifatturiera come la nostra, trattenere e attrarre talento non è un tema generazionale: è una scelta industriale; per questo motivo Confindustria Marche lo ha indicato nel documento per le elezioni regionali 2025 'L'industria motore di innovazione, crescita e attrattività del territorio'. E ridurre il divario tra costa e aree interne non è solo una questione di equilibrio territoriale, è una condizione per crescere davvero." Per questo chiediamo politica concreta, continuità nelle scelte e tempi certi. Perché il coraggio, oggi, è smettere di rincorrere l'emergenza e iniziare a costruire futuro".

Daniele Tonti, Presidente Giovani Imprenditori Confindustria Umbria, che ha affermato: "Crediamo che il coraggio non sia solo una parola evocativa, ma un metodo: il coraggio di innovare, di crescere dimensionalmente, di aprirsi ai mercati internazionali e di collaborare tra territori. Il tema demografico richiede interventi strutturali. Per affrontare le trasformazioni profonde che stanno ridisegnando il nostro Paese serve una visione di lungo periodo, capace di integrare politiche industriali, formazione e innovazione, costruendo una visione comune orientata alla crescita, all'attrazione dei talenti e alla responsabilità intergenerazionale. Solo così potremo trasformare una fase complessa in un'opportunità di rilancio per i nostri territori e per l'intero sistema produttivo nazionale".

foto: credits Media Plus

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