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Savona-Teramo: Campitelli si avvale della facoltà di non rispondere

Il suo legale: "Potrà rispondere e risponderà solo all’autorità giudiziaria competente"

| di Marco Ricci
| Categoria: Sport | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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"Non parlo, il giudice di Catanzaro non ha la competenza per interrogarmi" così il presidente del Teramo, Luciano Campitelli, si è avvalso della facoltà di non rispondere, sostenendo che i reati che gli vengono contestati non rientrano nell'autorità giudiziaria territoriale di Catanzaro. 

«Il Presidente Campitelli, giunto a Catanzaro per rispondere all’interrogatorio, ha compreso, nella fase iniziale dello stesso, che i fatti ipotizzati nei suoi confronti non sono riferibili a condotte realizzate nella giurisdizione di competenza della autorità giudiziaria di Catanzaro», si legge in una nota del suo legale Renato Borzone. «Di fronte alla formalizzazione di tale situazione processuale, la difesa ha chiarito immediatamente che l’indagato potrà rispondere e risponderà, in ossequio alle norme processuali, all’autorità giudiziaria competente, poichè il rispetto del giudice naturale precostituito per legge è un principio costituzionale posto a garanzia della legalità del procedimento ed è uno dei cardini dello stato di diritto. Pertanto la difesa sta attivando, nelle forme di legge, gli istituti di garanzia previsti dal codice di procedura penale affinché sia determinata la competenza territoriale adeguata ai fatti come ipotizzati dagli inquirenti».

Sicuramente una strategia diversa da quella annunciata negli scorsi giorni, quando , lo stesso legale, aveva dichiarato l'assoluta  volontà del suo assistito di rispondere a tutte le domande degli inquirenti per dimostrare la sua innocenza. 

Secondo l'accusa la dirigenza del Teramo avrebbe incaricato il DS dell'Aquila, Ercole Di Nicola, di aggiustare il risultato dell'incontro a favore della squadra abruzzese. Di Nicola si sarebbe servito della collaborazione di altri professionisti del calcio per mandare in porto la combine: Ninni Corda, allenatore del Barletta, e Giuliano Pesce, collaboratore tecnico del Parma. 

Infine, il presidente del Teramo Luciano Campitelli ed il direttore sportivo della stessa società Marcello Di Giuseppe avrebbero  versato 30 mila euro per remunerare l'opera prestata dagli indagati per l'alterazione della partita.

 

Marco Ricci

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