Percorso di emozioni per il passaggio della Fiamma Olimpica Milano-Cortina in Abruzzo.
Da Castel di Sangro l’avvio dell’esperienza regionale di avvicinamento all’appuntamento invernale internazionale 2026 in Italia. La Fiamma, portata da tanti tedofori, ha inizialmente attraversato una terra di sport invernali, natura selvaggia e montagne. Poi Sulmona, fino a toccare Chieti e Pescara.
Pescara in particolare, in serata, ha vissuto una giornata carica di emozione e significato.
In una Piazza della Rinascita accogliente e partecipata, l’arrivo della Fiaccola Olimpica ha portato con sé un messaggio che va ben oltre lo sport, alla presenza del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, del sindaco di Pescara Carlo Masci e dell’assessore allo Sport Patrizia Martelli.
Sul palco, Antonello Passacantando, presidente del CONI Abruzzo, ha detto: «Pescara accoglie un simbolo che va oltre lo sport. La Fiaccola Olimpica rappresenta pace, unità , rispetto e speranza. È una luce che attraversa territori, generazioni e storie diverse, unendo l’Italia intera nel nome dei valori più alti dell’Olimpismo.
Per il CONI Abruzzo è un grande onore vedere questa fiamma arrivare nella nostra regione, terra di sport autentico, di sacrificio quotidiano, di passione vera. Qui lo sport è educazione, inclusione, crescita civile, soprattutto per i nostri giovani.
Le Olimpiadi di Milano-Cortina non sono solo un grande evento internazionale, ma un’occasione straordinaria per rilanciare i valori dello sport come linguaggio universale, capace di costruire comunità e futuro.
A Pescara questa fiamma accende l’orgoglio di un’intera comunità e ci ricorda che lo sport, quando è vissuto con lealtà e passione, è una delle più grandi ricchezze del nostro Paese».
Una luce che illumina il presente e guarda al futuro, nel segno dello sport e dei suoi valori più autentici.
Il viaggio in Abruzzo prosegue: la Fiamma Olimpica attraverserà Montesilvano, Silvi e Roseto degli Abruzzi. Poi Giulianova, Teramo e arrivando infine a L’Aquila, città d’arte e memoria, che ha saputo rinascere con straordinaria forza dopo il terremoto. Un ultimo saluto alla regione, con il passaggio a Rocca Calascio e nel Parco Nazionale del Gran Sasso il 4 gennaio.
E anche in Abruzzo la staffetta attraversa piazze, quartieri e percorsi che narrano la forza dell’identità locale e il desiderio di guardare avanti con fiducia.

