A L'ARCA prorogata la mostra di Enzo Cucchi fino al 12 ottobre

L'ARCA accoglierà anche le scuole medie superiori del teramano con un ciclo di laboratori didattici

| di Angela Menna
| Categoria: Comunicati Stampa
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Opera di Enzo Cucchi

Il Sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi e l'Assessore alla Cultura, Francesca Lucantoni, visto lo straordinario successo e il grande afflusso di visitatori registrati dalla mostra Enzo Cucchi in corso presso L'ARCA Laboratorio per le arti contemporanee di Teramo, sono lieti di comunicare che la stessa mostra è stata prorogata fino al 12 ottobre 2014. In concomitanza con l'apertura delle scuole, L'ARCA accoglierà le scuole medie superiori del teramano con un ciclo di laboratori didattici incentrato sullo studio delle opere di Enzo Cucchi e sulle teorie e tecniche di allestimento museale.

La mostra di Enzo Cucchi a L'ARCA – Laboratorio per le arti contemporanee, si fonda su un iter narrativo-espositivo di grande suggestione e di estrema novità. Infatti, si tratta di un'esposizione inedita e concepita dall'artista appositamente per gli spazi teramani. “Se un’opera vuole definirsi come nuova, allora deve contenere tutto il vecchio già prodotto, pensato, sofferto e digerito e, rifiutandolo, deve prodursi da quella cenere, che è solida, però, come fondamenta"- sostiene Cucchi.

Come in un processo dialettico, i lavori di Cucchi per L'ARCA diventano sintesi di nuovo e vecchio, superando la dimensione temporale e le apparenti contraddizioni. “Nuove visioni” si manifestano nelle pitture e nelle sculture dell'artista di Morro d'Alba: panorami stropicciati che accolgono volti o collane all'interno di nicchie cavernicole; il bastone verticale che fa capolino in uno sfondo senza tempo; trionfi di teschi dalle superfici lucide e colorate nelle sculture in ceramica; le forme bronzee rese leggere, perché sospese come fluttuanti nell'aria; i piccoli crani neri che producono una forza centripeta sulle intense campiture di colore distese pittoricamente e marchiate da impercettibili disegni fossili.

L’evento è promosso dall'Associazione Culturale Naca Arte e dalla Fondazione Fortezza Abruzzo, nell'ambito del progetto espositivo VISIONI 2014. Appuntamento del circuito espositivo ARTE IN CENTRO- Cultura contemporanea nei borghi e nelle città.
Questi gli orari di apertura della Mostra:
fino a domenica 14 Settembre: martedì-domenica 17/20
da martedì 16 Settembre: martedì-domenica 16/19. Ingresso libero.

Enzo Cucchi nasce nel 1949 a Morro D’Alba (Ancona). Pittore autodidatta, riceve già nei primi anni di attività, numerosi riconoscimenti, sebbene all’epoca i suoi interessi siano stati maggiormente orientati verso la poesia. Dalla metà degli anni ’70, trasferitosi a Roma, si dedica completamente all’arte visiva. Qui entra in contatto con artisti come Sandro Chia, Francesco Clemente, Mimmo Paladino e Nicola de Maria, con cui comincia a lavorare a stretto contatto. Achille Bonito Oliva conia per loro il temine Transavanguardia, la cui  nascita ufficiale avviene alla Biennale di Venezia del 1980.

Alla fine degli anni ’70, i lavori più originali di Cucchi si stagliano potentemente in una scena dominata dall’arte concettuale. Mario Diacono, critico e mercante d’arte, crede in lui ed espone sue opere in Italia e negli Stati Uniti. Dal 1979, Cucchi instaura  un rapporto di collaborazione con il gallerista modenese Emilio Mazzoli, tra il 1981 e il 1985 con Gian Enzo Sperone, che espone, spesso, i suoi lavori nelle gallerie di Roma e New York, e, dal 1981, con Bruno Bischofberger a Zurigo, che lo rappresenta tuttora. Mentre il suo espressionismo sperimentale si afferma sulla scena internazionale, egli inizia ad ampliare la gamma delle tecniche dipingendo o disegnando direttamente su muro, utilizzando ceramica, mosaico o immagini dipinte come parti di sculture o attraverso la libera creazione di installazioni.

Dall’inizio degli anni ’80, i riconoscimenti internazionali si susseguono. A parte le numerose esposizioni del gruppo della Transavanguardia, gli vengono dedicate mostre monografiche in gallerie, musei e spazi culturali  di tutto il mondo. Esegue sculture all’aperto per il Brueglinger Park di Basilea nel 1984, per il Louisiana Museum di Humblebaek in Danimerca nel 1985, una fontana per il giardino del Museo d’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato nel 1988 e la Fontana d’Italia alla York University di Toronto.

Tra il 1992 e il 1994, collabora con l’architetto Mario Botta alla costruzione della cappella sul Monte Tamaro, vicino a Lugano (Svizzera). Intrattiene uno stretto rapporto e un proficuo scambio con poeti e scrittori come Paolo Volponi, Goffredo Parise, Giovanni Testori, Ruggero Guarini, Alberto Boatto e Paul Evangelisti. Attivo anche nel campo della scenografia, disegna costumi e scene per varie produzioni dal 1986 al 1996. Enzo Cucchi vive e lavora a Roma e Morro D'Alba, luoghi di ispirazione per molteplici soggetti del suo lavoro.

L'ARCA, Laboratorio per le arti contemporanee, diretto da Umberto Palestini

L’ARCA è un laboratorio per le arti contemporanee, uno spazio legato alla ricerca e alla sperimentazione in cui l’attività espositiva è coniugata con qualificate esperienze didattiche. L’obiettivo culturale ed artistico è la creazione di un innovativo contenitore in grado di superare i consolidati ambiti disciplinari dei linguaggi estetici per favorire i continui interscambi messi in campo dalle pratiche artistiche contemporanee.

Nell’attuale universo multimediale, gli idiomi della pittura, della fotografia, dell’illustrazione, della grafica, della pubblicità, del video, della musica hanno riconsiderato integralmente i loro codici espressivi alla luce delle nuove tecnologie e delle loro potenzialità creative. Allo stesso modo, sono cambiate le modalità di approccio e i modelli didattici che presiedono alla formazione delle conoscenze e delle competenze di un’utenza e di un pubblico legati alla cultura e all’arte.

In tale contesto, L’ARCA si presenta quale laboratorio atto a sviluppare un innovativo modello di condivisione e di apprendimento che, partendo da diverse espressioni artistiche, proponga specifiche ricerche che tengano conto delle nuove frontiere aperte da sperimentazioni basate su fecondi intrecci. In tal modo, l’attività espositiva si configura come nuovo modello museale: centro vivo per sviluppare esperienze culturali e soddisfare le istanze di una società complessa.

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