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Auto elettriche: perché hanno bisogno di pneumatici speciali

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La progressiva transizione verso l'elettrificazione sta trasformando radicalmente il settore della mobilità privata e individuale; tutte le case automobilistiche, seppur a ritmi diversi, sono costantemente impegnate nello sviluppo di nuove soluzioni per ottimizzare i sistemi di propulsione elettrici e ibridi già esistenti. A differenza di quanto si possa pensare, le auto a propulsione elettrica sono molto diverse da quelle con motore a benzina o diesel, sia dal punto di vista tecnico, sia per dinamica di guida; inoltre, sono generalmente più pesanti. Questo è solo uno dei motivi per i quali necessitano di pneumatici specifici, realizzati con caratteristiche tecniche in grado di ottimizzare le prestazioni del veicolo (soprattutto in termini di autonomia complessiva). 

Le auto elettriche sottopongono le gomme a sollecitazioni diverse da quelle alle quali sono esposti gli pneumatici per veicoli spinti da sistemi endotermici. Per quanto l'industria di settore abbia sviluppato una quantità di prodotti e soluzioni più varia che mai - basta sfogliare il catalogo di un rivenditore specializzato come www.euroimportpneumatici.com per farsi un'idea a riguardo - una motorizzazione elettrica ha bisogno di un equipaggiamento dedicato. Di seguito, scopriamo perché.

Le differenze tra auto elettriche e termiche

Le vetture elettriche sono generalmente più pesanti di quelle termiche; in realtà, la differenza è meno pronunciata di quanto si pensi ma, al contempo, incide sul carico che gli pneumatici devono supportare durante la marcia. 

Altro aspetto distintivo è l'erogazione della coppia; il motore elettrico, infatti, rende immediatamente disponibile tutta la potenza che è in grado di erogare, 'scaricandola' in un lasso di tempo molto di breve di quello impegnato dai motori termici. Questi, di contro, a prescindere dal tipo di alimentazione, sono contraddistinti da una curva di erogazione della coppia piuttosto graduale, che cresce in maniera proporzionale ai rapporti di marcia.

A ciò si aggiunge la necessità, nelle auto elettriche, di limitare al massimo il dispendio energetico, al fine di salvaguardare l'autonomia delle batterie e ridurre il consumo di corrente elettrica per la ricarica della vettura. Infine, in assenza di un propulsore tradizionale - un apparato composto da tante parte meccaniche che agiscono in sincronia - le auto elettriche sono molto più silenziose. È quindi necessario attutire il rumore prodotto dagli pneumatici durante la marcia, attuando soluzioni specifiche.

Le prestazioni degli pneumatici per auto elettriche

Alla luce delle differenze evidenziate fin qui, è chiaro come le gomme sviluppate specificamente per le vetture elettriche offrano riscontri prestazionali ben precisi. Mediante apposite soluzioni tecnologiche, riguardanti principalmente la composizione della mescola e la struttura del battistrada, sono in grado di assecondare al meglio le esigenze prestazionali di un veicolo a propulsione elettrica.

Di base, la gomma presenta una struttura più rigida e meno elastica; i produttori intervengono soprattutto sulla carcassa interna e la mescola del battistrada, allo scopo di limitare la deformazione della gomma. Questa, infatti, durante il rotolamento - per effetto di un fenomeno fisico denominato 'isteresi' - in fase di flessione tende a disperdere calore: da qui la necessità di avere una struttura più stabile rispetto a quella degli pneumatici per veicoli a motore endotermico.

Una ridotta resistenza al rotolamento, quindi, è una delle prerogative fondamentali per questo tipo di gomme; il motivo è semplice: da un lato si riducono i consumi (garantendo una maggiore autonomia), dall'altro non si accentua l'usura del battistrada, e lo pneumatico ha una 'vita media' più lunga. Questo aspetto non è da sottovalutare, anche perché nel prossimo futuro è destinato a diventare ancor più rilevante: la normativa del nuovo standard ambientale Euro 7, a tal riguardo, introdurrà anche dei limiti di emissioni di polveri sottili da parte degli pneumatici. I prodotti di nuova generazione, quindi, dovranno superare anche un apposito ciclo di test per rilevare il grado di resistenza all'abrasione delle gomme.

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