L’ictus rappresenta un evento traumatico che modifica radicalmente la vita di una persona in pochi minuti.
Superata la fase acuta e ospedaliera, si apre una fase cruciale: la riabilitazione.
Quest’ultima è determinante per il recupero funzionale, l’autonomia residua e la qualità di vita del paziente. Dopo la fase acuta, molti pazienti presentano deficit motori, disturbi della comunicazione e della deglutizione, alterazioni dell’equilibrio e fragilità clinico-emotiva. Pertanto, la presa in carico deve essere tempestiva, multidisciplinare e individualizzata, con obiettivi progressivi aggiornati nel tempo.
Il recupero, seppur spesso lento, è clinicamente rilevante. Si assiste a un miglioramento del controllo posturale, a trasferimenti più sicuri, a una deglutizione più efficace, a una comunicazione più chiara e a una maggiore autonomia nei gesti quotidiani. Questi esiti, talvolta silenziosi, sono decisivi per ridurre disabilità, dipendenza, complicanze e riospedalizzazioni. In questo contesto, come già previsto per le strutture riabilitative accreditate e convenzionate con il Sistema Sanitario Regionale nell’ambito dell’art. 26 e del codice 56 della Legge 833/1978, è fondamentale mantenere un modello clinico-organizzativo fondato su équipe multiprofessionali, percorsi individualizzati e continuità assistenziale tra ricovero, day hospital, ambulatorio e domicilio.
Tale modello deve garantire una presa in carico globale della persona fragile e un adeguato sostegno alle famiglie. Questo patrimonio professionale e organizzativo va preservato. Il mantenimento di rette disallineate rispetto ai costi reali comporta il rischio di compressione dell’offerta e di dispersione di competenze acquisite in decenni di attività.
L’adeguamento tariffario rappresenta una priorità condivisa dai lavoratori, dai professionisti e dai soggetti gestori. Il prolungato blocco delle rette incide negativamente sulle dinamiche retributive, sulla sostenibilità economico-organizzativa e sulla continuità dei servizi riabilitativi. Adeguare le rette significa tutelare il diritto concreto delle persone colpite da ictus a recuperare autonomia, dignità e futuro.