Spazio Aperto è uno spazio offerto alla città, alle associazioni, agli enti, a quanti intendono partecipare alla vita sociale e culturale del territorio. Scopri di più.

Piano di accumulo capitale, la strategia vincente per il futuro

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
STAMPA

Tra i numerosi strumenti finanziari che il capitalismo mette a disposizione, sta prendendo molto piede il PAC, acronimo che sta per Piano di accumulo capitale. Il motivo di tale interesse è da ricercare nella strategia perseguita, finalizzata a conferire un orizzonte di lunga durata all’investimento, tale da garantire un futuro stabile e delle prospettive altrimenti irraggiungibili. Che si guardi al percorso universitario del proprio figlio o che l’obiettivo sia irrobustire il proprio reddito da pensione, la risposta è sempre la stessa. Il Piano di accumulo capitale è senza dubbio una delle opzioni più in voga del momento.   

Così come altre strade battute dagli investitori, anche il PAC richiede l’ausilio di un consulente, in virtù di una pianificazione a modalità diversificata che presuppone una certa conoscenza dei mercati. Infatti, il PAC tende a non seguire le oscillazioni tipiche dei volatili titoli azionari, puntando invece sull’orizzonte ampio che si garantisce all’investimento. In altre parole, affidarsi al PAC significa gestire le proprie finanze in maniera oculata, senza eccessivi sforzi, in modo tale da non guardare al futuro in maniera affannosa. L’investimento iniziale e i versamenti mensili sono a discrezione del cliente, che può, di norma, mutarne la quantità o addirittura interrompere ogni rapporto. Una duttilità ed una flessibilità che non troviamo in altri strumenti.

Gli italiani, notoriamente un popolo di grandi risparmiatori, sono cresciuti con l’ideologia del materasso. Con questa espressione, si vuole qualificare la mentalità tipica di chi pensa di tutelare i propri soldi letteralmente “ponendoli sotto il materasso”, ossia conservandoli il più possibile. Una strategia che tuttavia non tiene conto dell’effetto inflazione, che opera una svalutazione di rilievo, specie sul lungo periodo, mettendo a serio rischio i guadagni di una vita. Per questa ragione, un risparmio “ragionato”, mediante il PAC, appare una soluzione intermedia tra il materasso e ipotesi più aggressive in sede finanziaria. Un compromesso accettabile, che comporta rischi quasi nulli e introiti extra tutt’altro che insignificanti.

Tradizionalmente, le opzioni più gettonate erano rappresentate dai buoni fruttiferi postali e dai conti deposito. Rispetto al classico conto corrente, il PAC garantisce senza dubbio un rendimento maggiore, meno soggetto alle oscillazioni del mercato (a patto di offrire al cliente una strategia bilanciata) e comunque a rischio assai limitato. Sia i BFP che i conti deposito offrono dei rendimenti bassi, a fronte, specie nel caso dei secondi, di vincoli temporali che possono arrivare anche a 5 anni (come si è visto, i PAC sono invece molto flessibili). È vero che entrambi sono garantiti, i BFP da Cassa Depositi e Prestiti e i conti dal FIDT, Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (fino ad un massimo di 100.000€), ma come detto i Piani di accumulo presentano rischi bassi, che progressivamente tendono allo zero con il trascorrere degli anni. Proprio gli anni sono il vantaggio migliore: la pianificazione di lungo corso è il punto di forza maggiore per chi vuole vivere il futuro con serenità.

Contatti

redazione@ilteramano.net
Accedi Invia articolo Registrati
Cittanet
Questo sito utilizza cookies sia tecnici che e di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo - Informativa completa - OK