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Criptovalute: regole in Italia, quali sono?

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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È ormai nota in tutto il mondo la regolamentazione delle piattaforme di exchange e custodia wallet. A cerare problemi però sono le Initial Coin Offers: in assenza di normative precise, si rischia una speculazione mista ad ipotetici cyberattacchi come riferito da Giocareinborsa.com

Le ICO infatti devono essere monitorate e regolamentate, altrimenti possono diventare “una corsa all’oro pericolosa e qualcuno si può scottare”. Almeno è quanto afferma Nico Saraceno, Strategy, Customer& Digital Financial Services Director di EY, che in un’intervista ha approfondito quelli che sono gli aspetti legali legati al tema delle criptovalute.

Cosa sono le ICO

Le ICO (Initial Coin Offer) sono un’offerta iniziale di una nuova moneta. Grazie alla concorrenza tra monete virtuali, chiunque può decidere di dar vita ad una propria moneta o, meglio,un token. Ci sono emissioni di token che sono utili agli scambi all’interno di una piattaforma e ci sono token che hanno il fine di raccogliere i capitali. Nel mondo le ICO cominciano a prendere quota fino a vede un aumento degli investimenti in Bitcoin e altre valute virtuali. 

Saraceno sostiene che “Da qualche mese c’è grandissimo fermento sul tema ma a livello internazionale si è ormai diffusa la parte di regolamentazione che riguarda le piattaforme di exchange, dove si scambiano le criptovalute, e quelle che custodiscono il wallet, il portafoglio delle monete virtuali. Invece le ICO, che stanno diventando un incredibile strumento di fundraising, non sono in alcun modo regolamentate”.

I Bitcoin e la normativa in Italia

L’Italia ha assorbito le modifiche apportate alle direttiva Europea Antiriciclaggio con il decreto legislativo 25 maggio 2017, n 90 ,in vigore dal 4 luglio. Ne è venuto fuori uno schema di decreto ministeriale, preso in visione per altri commenti e osservazioni fino al 13 febbraio 2018, che ha lo scopo di disciplinare le modalità con cui i prestatori di servizi relativi all’uso di cripto valute siano tenuti a comunicare al Ministero dell’Economia e delle Finanze la loro operatività.

Non c’è una legge italiana che vieta di investire con Bitcoin, quindi non è illegale. In questo momento si sta appunto cercando di mettere in sesto delle piattaforme sotto il controllo del ministero delle Finanze o della Banca d’Italia: questo consente di controllare che cosa accade al loro interno. Così saranno possibili i controlli anti-riciclaggio, ma non solo

Esistono numeri sui volumi degli investimenti in ICO in Italia? 

Il problema di fondo è che tuttora, in Italia, tali investimenti non sono abbastanza monitorati. Secondo una ricerca EY fatta a dicembre 2017 (EY research: initialcoinofferings ), il volume delle ICO a livello mondiale ha un valore complessivo di circa 4 miliardi di dollari. Una cosa è certa: ci sarà una nascita produttiva di nuovi token legati a singole ICO. A breve il mercato riceverà un aumento di token, i più disparati e legati a obiettivi variegatii. Molte delle offerte di token non risultano avere un vero obiettivo di business, ma al contrario, si fondano sul timore degli investitori di “perdersi qualcosa” di abbastanza redditizio.

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